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Rincari

5 luglio 2011

VARIAZIONE LISTINI ALIMENTARI E COSMESI DAL 1 LUGLIO 2011

Cari tutti,
siamo ancora a parlarvi di aumenti di prezzo…che seguono quelli di febbraio 2011..
Il valore medio degli aumenti riguarda il caffe’ (+ 18,7%), lo zucchero (+ 8%), il miele (+ 4,8 %), la frutta secca (+ 12%), i biscotti (+7,8%), le confetture (+16,6%) e le creme spalmabili (+10,4%).

Per il caffè e lo zucchero l’aumento e’ dovuto a perdurare della situazione di alti costi nella quale si sono chiusi i contratti di acquisto delle materie prime in questi ultimi mesi.

Altromercato ha cercato di aumentare solo parzialmente i prezzi, cercando di assorbire una parte dei costi e facendo particolare attenzione al posizionamento delle nostre referenze rispetto al mercato tradizionale.

L’obiettivo principale e’ quello di mantenere l’offerta del commercio equo il più possibile competitiva , a tutela delle Botteghe e sopratutto delle organizzazioni  dei nostri produttori, i primi ad essere messi in difficolta’ da un eccessivo rialzo
dei prezzi che porta ad una riduzione delle quantità vendute di prodotto.

CONSIDERAZIONI GENERALI SULLE CAUSE DEGLI AUMENTI

Cambiamenti climatici – frutta secca e caffè

Recenti studi hanno registrato un aumento della temperatura e dell’umidità nel pianeta tali da pregiudicare la corretta coltivazione di alcune specie vegetali ei precedenti livelli di produzione.
In particolare in Centro America negli ultimi due anni la produzione del caffè è crollta del 25% a causa di cambiamenti climatici mai verificatesi in precedenza.
La situazione è grave: i contadini devono studiare metodi per resistere alle intemperie, per compensare le minori rese produttive e le conseguenti perdite economiche generate dal cambio climatico.
Altromercato appoggia i produttori riconoscendo loro i prezzi che rendano possibile la continuità economica dei progetti. Li affianca inoltre con politiche di sostegno e sensibilizzazione.

Crisi alimentare e cambiamenti nelle tipologie e produzioni agricole

Dopo la crisi alimentare del 2008 alcune varietà locali di materie prime alimentari di base sono quasi introvabili (ad esempio alcuni mais o caffè): si produce solo ciò che si vende bene.
Moltissimi piccoli produttori perciò stanno abbandonando la coltivazione di alcuni tipi di riso o varietà di caffè a favore di varietà internazionali più richieste dal mercato.
Tuttavia nel medio e ungo periodo questa strategia non è sostenibile: visto che produrre alimenti è un business, lo sono diventati anche i fertilizzanti e le sementi brevettate che servono a produrre sempre di più. In questo sistema i costi di produzione dei contadini salgono , così come l’indebitamento e la dipendenza economica da chi fornisce loro questi
strumenti e dagli andamenti della domanda altalenante del mercato internazionale.

Altromercato preferisce sostenere un modello di agricoltura contadina, fatta di piccole realtà sostenibili dal punto di vista della sicurezza alimentare e legate al territorio e alla Madre Terra.
Organizzazioni che producono varietà autentiche di prodotti e utilizzano fertilizzanti naturali, applicando prevalentemente i principi dell’agricoltura biologica (es. riso thay, amaranto) alle quali riconosce il giusto valore di una scelta alternativa e sostenibile rispetto all’agricoltura convenzionale.

I costi dei prodotti di base

La crisi e il businness speculativo dell’alimentare hanno indotto inoltre l’esplosione dei prezzi di beni che intervengono in maniera indiretta sui prodotti Altromercato, che dal 2010 al 2011 si ripercuote su moltissimi comparti.
Burro + 30%, latte crudo + 21% oli vegetali + 50%, frumento biscottiero + 80%.

Gli effetti della condanna del WTO all’economia protezionistica – Miele e zucchero

L’UE, al fine di proteggere le proprie produzioni, richiede adempmenti sempre più onerosi agli esportatori. I produttori di miele non CE devono continuamente soddisfare richieste sempre più alte in termini di qualità e investimenti negli impianti di produzione, di certificazione e analisi, legati alle nove normative europee. Devono quindi confrontarsi con oggettive limitazioni alle possibilità di esportare in Europa. In America Latina queste problematiche si uniscono ai problemi climatici già citati.

Dopo la condanna del WTO della produzione protetta di zucchero da barbabietola, l’UE ha deciso di trasferire gli acquisti verso lo zucchero di canna. Ovviamente la domanda decisamente superiore continua a far crescere in maniera significativa i prezzi e, al contempo, a far accedere al mercato qualità sempre più scadenti di prodotto. Sono penalizzate dunque le produzioni di zucchero di canna biologico, con disponiblità limitate; si rende necessario riconoscere prezzi più elevati ai produttori per garantire la continuità delle produzioni. In alcune aree (es. Filippine dove si produce il Mascobado) si fa pressante anche il problema della concorremza delle coltivazioni per uso energetico (biofuel).

Come il petrolio condiziona le materie prime agricole.

Il prezzo del petrolio condiziona l’agricoltura e la catena dei prodotti trasformati, agendo sull’aumento dei costi di trasporto e di quello degli imballaggi da esso derivati; indirettamente agisce anche sull’incremento dei prezzi delle materie prime vegetali dalle quali si ricavano alternative ecologiche di imballo o carburante.
In Palestina dove le difficoltà del Paese amplificano gli effetti , i costi dei trasporti interni hanno provocato notevoli rincari nei prezzi d’acquisto del cus cus , delle mandorle , dei datteri ecc.

Infine, in questi mesi il prezzo di borsa del caffè ha raggiunto la soglia più alta dal 1077.
dall’anno scorso il caffè in pacchetto e al bar ha avuto incremeti a due cifre e i caffè arabica bio sono tra i più cari.
In questo contesto in Etiopia il governo sta attuando una politica di stabilità a prezzi molto superiori , di quasi il 30 % rispetto all’anno precedente.
Per questo è stato necessario rivedere il posizionamento dlle nostre referenze,  con la volontà e la consapevolezza di rimanere comunque competitivi sul mercato tradizionale.
La nostra miscela pregiata, 100% arabica di alta qualità, con un prezzo di 3,75 euro è allineata al prezzo di mercato della “Lavazza Oro” o del “Pellini Top 100% Arabica”.

In situazioni di questo tipo l’unico strumento è la trasparenza e il continuare ad informare i consumatori rispetto a cio’ che avviene nei mercati dei prodotti che si scelgono di mettere sulla loro tavola.

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Benvenuti nel blog della Pecora Nera!

8 giugno 2011

Abbiamo pensato di creare un blog per La Pecora Nera, affinchè tutti possano dire la loro riguardo i temi che periodicamente saranno proposti.

Il Bolg della Pecora Nera non vuole essere un dispensatore di informazioni sulle novità della bottega (per questo abbiamo già il sito 😉 ), ma un raccoglitore di idee, proposte, discussioni, riflessioni e approfondimenti su temi legati all’etica del commercio, della finanza e degli stili di vita rispettosi di tutti gli abitanti del nostro pianeta.

Cominciamo subito: che ne pensate di questa scelta?